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Anche se il Ministro Tremonti ha “corretto il tiro”, quella di mettere un tetto ai bonus fiscali, relative alle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie… 

Annunciato il ritiro della norma sui rimborsi fiscali

Mettere un tetto ai bonus fiscali, relative alle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie

É il caos sul 55% dopo l’annuncio del ritiro della norma che limita i rimborsi fiscali.

Anche se il Ministro Tremonti ha “corretto il tiro”, quella di mettere un tetto ai bonus fiscali, relative alle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie, ha messo il settore nel caos.
 
Di fatto l’iniziativa della Prestigiacomo (che ha annunciato un provvedimento abrogativo), riporterebbe la situazione del 55% a quella precedente al varo del decreto. Qualcuno ha stimato che le modifiche, di fatto, lascierebbero fuori due lavori su tre.
 
In pratica, se non saranno introdotte modifiche dopo il 28 gennaio, data entro la quale deve essere dato il via libera definitivo, l’accesso al bonus NON sarà più automatico (come previsto nella finanziaria del 2007), ma si dovrà chiedere il via libera all’agenzia delle Entrate entro un certo periodo di tempo.
 

Per il 2009...

Per le spese sostenute nel 2009, le domande dovranno essere presentate dal 1 giugno al 31 dicembre. L’agenzia delle Entrate farà le valutazioni e renderà pubblico l’ordine di arrivo delle richieste. Ad esaurimento fondi chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori. Il contribuente che entro 30 gg non ha ricevuto risposta sul bonus, si deve considerare escluso dalla detrazione...
 
Se si considera che i dati del 2007 (primo anno di attivazione) le domande arrivate all’Enea (Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente) sono state 105.000 per una spesa di 1.450 miloni di euro, ed un conseguente impegno dello stato di 797 miloni di detrazioni Irpef, si comprende come non siano sufficienti le modifiche introdotte.
 
A novembre del 2008, infatti, l’Enea ha già ricevuto 88.000 domande, per un importo superiore a 880 miloni di euro.
Per farla breve, “la spalmatura” introdotta dal Governo secondo i nuovi tetti suggeriti dal ministro Tremonti, resterebbero fuori dalle detrazioni almeno i 2/3 degli interventi.
 

Blocco della crescita?

Qualcuno ha scritto che è bastato l’annuncio per fermare il settore.

 
Certo è che fino al momento in cui sarà fatta chiarezza, il calo degli ordini sarà inevitabile. Se poi aggiungiamo al brodo il dilagante pessimismo e la crisi internazionale, la zuppa non sarà certo molto saporita, almeno nei primi mesi del nuovo anno.
Le verie associazioni di settore, ma anche la Confindustria con l’intervento della Marcegaglia, sono intervenute con documenti inviati al ministri competenti, in cui si accusa il Governo di avere affossato un settore importante per l’economia del paese.
 
L’incertezza ha bloccato il mercato. Si parla di 600 milioni di euro di potenziale danno economico (oltre 200 solo per il settore dei serramenti). La dichiarazione di Libero Ravaioli, Presidente Uncsaal, a margine della riunione Commissione Studi Economici:
 
“Dopo il grave danno alle nostre imprese dovuto al sostanziale blocco delle detrazioni del 55% avvenuto a dicembre, successivo all’entrata in vigore del DL 185/2008 del 29 novembre 2008, subiremo un ulteriore danno e una sgradita beffa a gennaio, grazie all’incertezza legislativa... L’attacco al 55% e il blocco al mercato delle finestre stanno causando un profondo effetto psicologico negativo nei confronti delle famiglie che avevano intenzione di realizzare interventi di riqualificazione...”.

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