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Il Piano casa del Governo è stato lanciato originariamente nella manovra finanziaria dell´estate scorsa. Il cosiddetto Piano straordinario per l´edilizia…

Il Piano Casa

 piano straordinario per l edelizia

Il Piano casa del Governo

 

Il cosiddetto Piano straordinario per l´edilizia residenziale pubblica, pensato per riammodernare il patrimonio immobiliare pubblico e finalizzato a dare un alloggio sociale alle famiglie disagiate, agli anziani, alle giovani coppie

 
Il Cipe - nella riunione dell´8 maggio - ha assegnato alla realizzazione del Piano straordinario un primo stanziamento per complessivi 350 milioni di euro. Di questi: 200 milioni di euro sono da ripartire tra le Regioni per l’edilizia popolare; gli altri 150 milioni sono destinati al sistema integrato di fondi immobiliari per l’incremento della dotazione degli alloggi sociali.
 
Gli altri due progetti che completano il Piano casa sono stati proposti dal presidente del Consiglio per rilanciare un settore chiave della nostra economia quale è l´edilizia e, nello stesso tempo, andare incontro alle esigenze delle famiglie italiane.
 

Cosa prevede l´intesa del 31 marzo 2009:

  1. per gli edifici residenziali uni-bifamiliari o comunque di cubatura non superiore a 1000 metri possibilità di ampliamento entro il limite del 20% della volumetria esistente;
  2. demolizione e ricostruzione possibilità di ampliamento per edifici a destinazione residenziale entro il limite del 35% della volumetria esistente, al fine di migliorarne qualità architettonica ed efficienza energetica, nonché di utilizzare fonti di energie rinnovabili;
  3. semplificazione delle procedure per velocizzare la concreta applicazione di quanto previsto.
 
Sono esclusi interventi edilizi di ampliamento su edifici abusivi o nei centri storici o in aree di inedificabilità assoluta.
L’intesa fra Stato e Regioni è fissata al 30 giugno.

Questa la situazione al 23 giugno 2009:

ABRUZZO: si stanno studiando interventi mirati anche a seguito del terremoto.
 
BASILICATA: possibilità di ampliare fino al 20 % la volumetria degli edifici residenziali mono e bifamiliari; demolizione e ricostruzione con la possibilità di aumentare la superficie complessiva fino al limite massimo del 40 %; tanto per gli interventi di ristrutturazione quanto per quelli di demolizione e ricostruzione non sarà necessaria la licenza ma sarà sufficiente la Dichiarazione di inizio attività.
 
CALABRIA: la Regione ha bocciato l’ipotesi di accordo in Conferenza unificata Stato-Regioni-Autonomie Locali in quanto ritiene che il testo non garantisce la sicurezza, i controlli, il rispetto della valutazione di impatto ambientale e neppure incentiva la messa a norma antisismica proprio in quelle regioni che sono a rischio terremoto.
La Calabria attende quindi un nuovo provvedimento nazionale per poi presentare un proprio disegno di legge.
 
CAMPANIA: progetto approvato. Ampliamento del 20% per case mono e bi-familiari, ampliamento del 35% per edifici abbattuti e ricostruiti. Per i capannoni industriali è prevista la riqualificazione ed il cambio di destinazione in edifici abitativi.
 
EMILIA-ROMAGNA: sono ancora allo studio alcuni emendamenti al piano casa.
 
FRIULI-VENEZIA GIULIA: previsto ampliamento del 20% per gli edifici residenziali. Procedure di avvio ai lavori molto semplificate.
 
LAZIO: la proposta del piano casa è ancora in discussione.
 
LIGURIA: in Regione ci stanno lavorando. Saranno coinvolte circa 200.000 abitazioni.
 
LOMBARDIA: è stato approvato l’ampliamento del 20% delle abitazioni e (dove esisteva già questa possibilità) l’ampliamento passa al 40%. Per i capannoni è possibile l’abbattimento e la ricostruzione con ampliamento del 30%.
 
MARCHE: è previsto il varo rapido (entro Giugno) del piano casa.
 
MOLISE: la Regione resta in attesa della Legge Nazionale per definire il proprio provvedimento legislativo.
 
PIEMONTE: è in via di approvazione definitiva una legge che consentirà di ampliare, demolire e ricostruire in deroga ai piani regolatori villette mono e bi-familiari. Unica condizione è il rispetto del risparmio energetico.
 
PUGLIA: bozza ancora in discussione. Già approvato aumento del 35% per demolizioni e ricostruzioni.
 
SARDEGNA: pronta a luglio la bozza di legge concordata da Regione ed Enti Locali .
La bozza renderà probabilmente possibile la demolizione e ricostruzione degli edifici realizzati all’interno dei centri storici negli anni ’50, che hanno degradato l’armonia urbana delle epoche precedenti. Previsti inoltre premi di cubatura per quanti demoliranno le proprie abitazioni sulla costa per edificare a più di 300 metri dal mare.
 
SICILIA: in via di approvazione aumenti di cubatura dal 20% al 30%.
 
TOSCANA: piano casa approvato con ampliamento del 20% su case mono e bi-familiari. In caso di demolizioni e ricostruzioni ampliamento fino al 35%.
 
TRENTINO-ALTO ADIGE: piano casa già avviato.
 
UMBRIA: nelle zone rurali potranno usufruire di agevolazioni procedurali coloro che intendono ampliare gli edifici già esistenti al 1997; gli edifici esistenti nelle zone produttive a destinazione artigianale, industriale e per servizi, ad esclusione di quelli alberghieri, extra alberghieri e commerciali, possono essere ampliati ovvero demoliti e ricostruiti con incremento massimo del 20% della superficie utile coperta, a condizione che l’intervento riguardi una superficie complessiva di almeno 20mila m², che riqualifichi tutta l’area circostante, che sia preceduto da un piano attuativo con previsioni planivolumetriche da sottoporre al parere della Provincia; ampliamenti sono infine consentiti, nella misura massima di 70 m², anche per gli edifici abusivi che hanno ottenuto regolare sanatoria entro il 31.03.2009.
 
VALLE D’AOSTA: esiste un disegno di legge regionale che consente ad alberghi e ristoranti un ampliamento fino al 40%.
 
VENETO: il provvedimento è già stato approvato. È ammesso l’ampliamento del 20% di tutti gli edifici (residenziali e non). Per edifici costruiti prima del 1989 ed in pessime condizioni si può demolire ed ampliare fino al 40%.

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