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intervista MadeExpo 2011 MUNGO

intervista MadeExpo 2011 MUNGO
MUNGO - Alberto Amorini, Responsabile marketing

   

 

1. Complice la crisi mondiale ed il settore edile non particolarmente vigoroso, il mercato si restringe. Per contro ogni produttore cerca di comunicare ed esaltare le performance dei suoi prodotti per guadagnare se possibile nuove quote di mercato.
Quali sono secondo Lei (in qualità di azienda) le prospettive per il nuovo anno?

L’azienda che rappresento in Italia ha una storia recente. La filiale di Padova è presente solo dal 2003. Stiamo preparando nuovi articoli e nuovi prodotti per ampliare la nostra quota di mercato.
Qui a Milano siamo presenti con due stand. In questo, in cui ci troviamo, esponiamo i prodotti che dedichiamo alla posa del serramento, nell’altro una gamma di accessori specifici per il settore fotovoltaico. Per quanto riguarda il settore serramentistica-legno siamo particolarmente presenti con il progetto PQS (Posa Qualificata del Serramento) e stiamo lanciando una gamma di nuovi prodotti come nastri auto-espandenti certificati e delle membrane per il completamento della posa resistenti all’aria e all’acqua, da utilizzare per giunzioni e sigillature. Questi sono gli articoli che abbiamo lanciato nel 2011 e che presenteremo abbondantemente nel 2012.


2. Innovazione, sicurezza, gamma prodotti, durata e performance tecniche. Tutti comunicano il massimo dei loro valori. La domanda provocatoria è: perché un serramentista o un magazzino dovrebbe scegliere proprio i Vostri prodotti?

Perché la nostra casa madre è Svizzera, perché i prodotti svizzeri sono riconosciuti per qualità e perché parliamo con i fatti, che sono quelli che danno riscontro. Siamo pratici ed essenziali e i fatti ci hanno dato ragione. Ad esempio con il progetto PQS (Posa Qualificata del Serramento), dal 2010 al 2011 abbiamo più che raddoppiato il fatturato. Non è una bella performance? Il nostro motto aziendale è “non solo prodotti, ma soluzioni!”. Questi numeri sono più che sufficienti per capire che non siamo solo parole ma soprattutto fatti.


3. Riferendoci ad altri paesi europei come Francia e Germania, si parla spesso di investimenti in ricerca e sviluppo, in brevetti, in automazione dei processi produttivi, come alla soluzione a certi problemi di crescita, che nel nostro paese non esiste più da qualche anno.
Come si posiziona la Sua azienda al riguardo? Avete fatto o avete in programma nuovi investimenti?

Come dicevo all’inizio, la nostra è un’azienda che questo settore lo conosce molto bene in quanto Mungo esiste da più di 40 anni ma che è entrata per ultima in Italia e quindi per certi versi ancora poco conosciuta, per cui abbiamo ancora la possibilità di seguire le richieste del mercato con rapidità per andare nella direzione che vogliamo in fretta.
La nostra casa madre, in Svizzera, dispone di un team di ingegneri per la ricerca, l’ innovazione e lo sviluppo. Le esigenze del mercato noi le vediamo subito e ci attiviamo prima degli altri.


4. Siamo sicuri che un’azienda come la Vostra avrà sicuramente riflettuto sul particolare momento che tutte le aziende stanno vivendo. Senza entrare troppo in dettagli strategici aziendali, sarebbe possibile conoscere quali dinamiche commerciali intendete adottare e quali le nuove proposte per il 2012?

Noi siamo indirettamente presenti anche nel campo dei rivestimenti di facciata. Questo perché abbiamo una gamma di prodotti certificati che sono idonei per molteplici lavori che riguardano vari settori costruttivi: dalla serramentistica, al fotovoltaico, alle pareti ventilate. Siamo quindi già presenti in “tutti i mondi” più strategici dell’architettura e dell’edilizia.
Nel triennio 2009/2011 abbiamo puntato moltissimo sul PQS (Posa Qualificata del Serramento).
Il biennio 2011-2012 punteremo moltissimo sul fotovoltaico e sulle linee vita.
Nel 2013… Chissà, magari pareti ventilate o rivestimenti di facciata in modo ancora più incisivo.

Tra l’altro noi siamo stati la prima azienda a far partire in Italia il progetto “Certificazione del posatore”. Premettendo che la posa non può essere certificata, perché non ci sono normative o procedure specifiche, ma solo indicazioni. In collaborazione con il CSI di Milano (CSI è una società del gruppo IMQ, Istituto Italiano del Marchio di Qualità) noi “certifichiamo i posatori”.
In pratica riunendo i nostri rivenditori e i loro clienti/installatori, organizziamo corsi di formazione Mungo e spieghiamo loro le normative riferite alla posa del serramento. Successivamente un ispettore CSI si potrà recare presso la sede dei posatori, verificare come lavora nel suo ambiente e in seguito recarsi in cantiere rilasciando, a seconda dei parametri, un attestato di qualificazione/certificazione. Il fine ultimo è quello di consegnare un patentino che ha valore in fase di contrattazione, installazione, etc.. Abbiamo già qualificato i primi 25 posatori; l’obiettivo è arrivare a 500 su tutto il territorio nazionale. Pensate un po’ a quanto lavoro c’è da fare…


5. Una volta c’era solo “la posa”. Generica, personale, dettata dall’esperienza del posatore.
Poi è arrivata la certificazione CE e la posa è diventata:
- sigillatura e tenuta all’acqua
- resistenza all’effrazione
- sigillatura al rumore
Questi fattori hanno cambiato i Vostri processi produttivi ed i prodotti?

Con i nostri prodotti eravamo pronti ancor prima che la legge sulla certificazione dei serramenti entrasse in vigore. Cioè in pratica noi eravamo pronti gia dal 2008. Quindi nulla è cambiato perché tutto era stato fatto e predisposto.


6. Dopo il secondo no al nucleare, tutti pensano che in Italia la strada del risparmio energetico, specie per quanto riguarda il patrimonio edilizio esistente, sia una carta ancora tutta da giocare.
Recenti studi hanno indicato che il 55% avrebbe creato ricchezza e di conseguenza si chiede la prosecuzione fino al 2015. Qual è il Suo pensiero e quella della Sua azienda?

In generale siamo attenti e interessati alle alternative ed alle possibilità offerte dal mercato. In Italia il mercato del serramento da ristrutturazione si è spostato sul PVC e sull’alluminio o alluminio/legno. Abbiamo realizzato quindi prodotti specifici per il PVC e alluminio, anche se ad esempio in Germania ad esempio il PVC in questo momento ha dei problemi. In Italia “tira”. Non so dove stiamo andando; ci sono cose che non si spiegano.


7. Bologna e Milano. Guerra aperta per una fiera tematica ed importante come quella dell’edilizia e dell’architettura. Una lotta fratricida, in pratica, che contrappone tradizione a infrastrutture, organizzazione e investimenti. Uno smembramento che tutela solo interessi personali e territoriali a discapito dell’interesse comune…
Ci piacerebbe conoscere il Suo parere al riguardo…

Personalmente sono rimasto perplesso quando ho visto la coincidenza delle date. Hanno voluto farsi guerra reciproca, ed è, come dite voi, una grande dispersione di energie.
Noi abbiamo scelto Milano per quello che rappresenta per il settore del serramento e non solo, per la viabilità, perché è una fiera in qualche modo nuova e con ottime prospettive in termini di afflusso specializzato. A Bologna ci siamo andati solo un paio di volte ma con risultati non ottimali.


8. Fiera = impegno = tempo = costi, che per questi tempi sono sempre troppi.
Qual è il senso della partecipazione oggi? Perché cioè si partecipa ad una fiera come questa…

Mungo in Italia è presente da soli 8 anni. Siamo quindi in fiera per far conoscere e girare il marchio, proporre novità e la possibilità di formare operatori. In questi giorni di manifestazione abbiamo organizzato diversi convegni all’interno del nostro stand.
Per scelta aziendale, generalmente, facciamo una fiera all’anno.
Più in generale cerchiamo di investire le nostre risorse in “appuntamenti mirati” presso le sedi dei nostri clienti. Dei tour itineranti o degli open house dove ci rivolgiamo a una platea precisa e sicura, presentando i nostri prodotti tramite uno dei nostri mezzi appositamente attrezzato.

 
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