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intervista MadeExpo 2011 SAVIO
intervista MadeExpo 2011 SAVIO
Andrea Giostra, Direttore Vendite Italia
Silvia Sanguineti, Responsabile marketing

 

   

 

1. Complice la crisi mondiale ed il settore edile non particolarmente vigoroso, il mercato si restringe. Per contro ogni produttore cerca di comunicare ed esaltare le performance dei suoi prodotti per guadagnare se possibile nuove quote di mercato. Quali sono secondo Lei (in qualità di azienda) le prospettive per il nuovo anno?

Noi riteniamo che anche l’anno prossimo avremo di fronte uno scenario piuttosto difficile dal punto di vista commerciale e finanziario. Crediamo che il 2012 proseguirà con un mercato decisamente in contrazione e dovrà affrontare e risolvere il problema della scarsa liquidità delle aziende del nostro settore. Sarà quindi importante poter identificare partner strutturati e solidi che sicuramente supereranno il momento congiunturale.


2. Processi produttivi sempre più spinti, design, durata e sicurezza dei materiali, finiture sofisticate, gamma prodotti. Tutte le aziende comunicano il massimo dei loro valori. La domanda provocatoria è: perché un serramentista dovrebbe scegliere proprio i Vostri prodotti?

Un serramentista sa che può trovare in Savio un fornitore attento alle richieste di mercato e votato ad un’altissima qualità ed innovazione nei prodotti che realizza.
Sono ormai molti anni che testiamo i nostri prodotti ai massimi livelli e con i marchi di qualità più importanti. Non da meno per tutta la nostra gamma di meccanismi per anta ribalta, siamo passati al marchio “QM” (Programma per la certificazione di ferramenta secondo la EN 13126-8), rilasciato da IFT di Rosenheim, che prevede test estremamente rigorosi sui prodotti e visite periodiche ai nostri siti produttivi.
Questo vuole essere un messaggio chiaro e forte nel comunicare come Savio ritenga la qualità dei propri prodotti, la caratterizzazione principale. Raccontarlo attraverso dei risultati concreti è, secondo noi, il sistema migliore.


3. Riferendoci ad altri paesi europei come Francia e Germania, si parla spesso di investimenti in ricerca e sviluppo, in brevetti, in automazione dei processi produttivi, come alla soluzione a certi problemi di crescita, che nel nostro paese non esiste più da qualche anno. Come si posiziona la Sua azienda al riguardo?
Avete fatto o avete in programma nuovi investimenti?

Per Savio la ricerca e lo sviluppo di prodotti nuovi, sono da sempre una delle voci di maggior investimento aziendale; siamo sempre stati un’azienda di riferimento per il mercato nel proporre prodotti innovativi e di alta qualità. Ultimo esempio di questa politica, il lancio sul mercato nel 2008 di Ribanta 5, meccanismo ad anta ribalta che ha cambiato il modo di concepire questa tipologia di prodotto.


4. Dal momento in cui ogni azienda è probabilmente costretta a dare il meglio di se, ha ancora senso oggi parlare di “operatore emergente”?

Nonostante si sia in un momento particolarmente delicato, in un mercato decisamente maturo ed affollato, riteniamo che il non perdere il focus sui princìpi aziendali, quali sono quelli della Savio, qualità, affidabilità e soprattutto attenzione ai cambiamenti del mercato, sia sempre un fattore distintivo, che permetterà di emergere al di sopra degli altri.


5. Costruttori di serramenti in legno o PVC utilizzano quella che viene definita “ferramenta a nastro”. Per gli infissi in alluminio tutti i produttori di accessori sono ancora lontani da questo sistema. Cosa ci può dire al riguardo?

Riteniamo che il mercato del legno e del PVC sia un mercato diverso da quello dell’alluminio. Savio crede molto nella caratterizzazione del mercato dell’alluminio ed è proprio per cercare di dare una risposta alla ferramenta “cava 16”, che ha progettato e commercializza il sistema Ribanta 5.


6. Si dice che il settore del serramento in alluminio in Italia stia subendo una profonda evoluzione. Che nei prossimi anni spariranno molti piccoli costruttori/serramentisti e che la produzione di infissi diventerà prerogativa di grandi aziende organizzate ed in grado di produrre centinaia di infissi al giorno (un po’ come è successo per il legno e il PVC).
Questo potrebbe determinare un cambiamento produttivo?
Quali le prospettive e le strategie?

E’ nostra opinione che il mercato del legno e del PVC copra tendenzialmente il settore del privato, a differenza dell’alluminio che invece è molto presente anche nell’industriale, nel commerciale e nello strutturale (facciate continue). Sicuramente in futuro ci sarà una riduzione del numero di serramentisti, soprattutto di dimensioni piccole.
Oggi le incombenze normative ed organizzative del lavoro non riescono ad essere affrontate da aziende molto piccole, che saranno destinate a riciclarsi magari come installatori. Crediamo però che per il momento non sia ipotizzabile una concentrazione su pochi grandi produttori, così come esiste nel settore del PVC.


7. Dopo il secondo no al nucleare, tutti pensano che in Italia la strada del risparmio energetico, specie per quanto riguarda il patrimonio edilizio esistente, sia una carta ancora tutta da giocare.
Recenti studi hanno indicato che il 55% avrebbe creato ricchezza e di conseguenza si chiede la prosecuzione fino al 2015.
Qual è il Suo pensiero e quella della Sua azienda?

Sicuramente l’incentivazione del 55 % legato alla riqualificazione energetica degli edifici ha contribuito a dare impulso al nostro mercato in un momento difficile. Siamo sicuri che il prorogare questo genere di incentivo darebbe ulteriori possibilità di incremento di lavoro.


8. Voi che avete filiali distributive all’estero, potete descrivere, se esistono, quali differenze costruttive, culturali ed esigenze diverse esistono tra i serramentisti di paesi così diversi per abitudine lavorativa e stile architettonico?

I mercati sono molto differenziati e ognuno ha le sue particolarità. Esistono Paesi, dove ci sono tipologie di profili e di serramento completamente diverse, da altre aree geografiche; prodotti specifici ai quali bisogna adeguarsi sia dal punto di vista del prodotto, sia dal punto di vista delle normative. Anche le dinamiche di distribuzione sono assolutamente differenti.
Savio tende a proporre strategie mirate in base alle esigenze del mercato in cui si opera. In alcuni Paesi abbiamo avviato attente analisi per comprendere come potremmo essere più vicini al mercato e quindi proporre soluzioni adeguate.


9. Come sono state recepite le normative, in generale, e quali differenze avete percepito sul territorio, per quanto riguarda l’adeguamento alle stesse?

La normativa più recente del settore è stata l’introduzione della marcatura CE obbligatoria sui serramenti, avviata a febbraio 2010; certamente è stata meno pervasiva delle aspettative. Infatti, dopo una prima fase decisamente caotica in cui un certo numero di operatori ha provveduto ad acquisire conoscenze ed informazioni per mettersi in regola, siamo ora in una fase di stasi in cui il problema cammina sotto traccia.
Vi sono inoltre macroscopiche differenze di approccio alla normativa tra le varie aree geografiche d’ Italia: in alcune c’è stata una discreta sensibilità al problema, considerandolo un’opportunità, in altre c’è una scarsissima attenzione alla normativa.


10. Avete dovuto adeguare la Vostra comunicazione o avete mantenuto uno stile ed una strategia comune per tutti i paesi in cui avete attività commerciali?

Punti fermi della nostra comunicazione sono la qualità e l’innovazione, temi che affrontiamo in modo profondo e attento su tutti i mercati in cui operiamo. La parte che fa da corollario ai temi principali viene declinata e personalizzata per ogni area del Mondo in cui siamo presenti.


11. Cambiamo argomento. Bologna e Milano. Stessa data di svolgimento. Guerra aperta per una fiera tematica ed importante come quella dell’edilizia e dell’architettura. A nostro avviso una lotta fratricida, in pratica, che contrappone tradizione a infrastrutture, organizzazione e investimenti. Uno smembramento che tutela solo interessi personali e territoriali a discapito dell’interesse comune…
Ci piacerebbe conoscere il Suo parere al riguardo…

La decisione di spostare sul MADE di Milano la nostra presenza istituzionale, è legata ad una scelta precisa dell’associazione a cui apparteniamo (Uncsaal) presa nel 2008.
Va detto che ad oggi la fiera di Milano è sicuramente il polo che catalizza l’interesse di operatori e visitatori legati al nostro settore.

 


12. Fiera = impegno = tempo = costi, che per questi tempi sono sempre troppi.
Qual è il senso della partecipazione oggi? Perché cioè si partecipa ad una fiera come questa…

In questi anni dove è importante per le aziende allocare risorse in modo puntuale e mirato, la scelta della Savio è stata quella di indentificare in ogni nazione la fiera del settore più significativa. Per l’Italia questa è sicuramente il MADE, fiera biennale nella quale è importante essere presenti per comunicare, parlare con gli operatori del settore, confrontarsi con aziende concorrenti e comunque avere visibilità all’interno del mercato.

 
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