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intervista MadeExpo 2011 ALUK
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ALUK - Silvano Pasetto, Direttore commerciale

 

     

 

1.Complice la crisi mondiale ed il settore edile non particolarmente vigoroso, il mercato si restringe. Per contro ogni produttore cerca di comunicare ed esaltare le performance dei suoi prodotti per guadagnare se possibile nuove quote di mercato.
Quali sono secondo Lei (in qualità di azienda) le prospettive per il nuovo anno?

Il 2012 sarà un anno fotocopia del 2011. L’auspicata ripresa non ci sarà, se non negli anni a venire. Causa il periodo “non effervescente” sarà difficile proporre grandi novità. Anche i nostri competitor propongono qualche soluzione, qualche modifica sui prodotti, ma grosse novità non se ne vedono.
Quest’anno, AluK Group si presenta con una nuova facciata pensata specificatamente per la propria clientela e propone qualche restyling sui prodotti esistenti. Per il futuro, pensiamo di affrontare gli anni avvenire consolidando quello che è stato il nostro cavallo di battaglia: il servizio. Con noi il cliente non è mai abbandonato a se stesso e puntiamo a mantenere il servizio e la qualità del prodotto finale a livelli sempre di eccellenza. Stiamo invece studiando nuove strategie e facendo nuovi investimenti sull’estero, andando a ricercare il lavoro la dove c’è.


2. Innovazione, sicurezza, design, eco-compatibilità, gamma prodotti, durata, dimensioni contenute, performance di isolamento termico/acustico/di tenuta, finiture sofisticate. Tutti comunicano il massimo dei loro valori. La domanda provocatoria è: perché un serramentista o un magazzino dovrebbe scegliere proprio i Vostri profili?

Semplicemente perché rispondono davvero a tutte queste qualità e a tutte le normative. AluK è forse stata tra le prime a recepire il discorso e a fornire supporto adeguato per rispondere a queste nuove e pressanti normative. Il nostro cliente di riferimento è notoriamente un cliente medio-piccolo; il suo principale “problema” è quello essere in officina e produrre, ha difficoltà a mantenersi aggiornato. Non ne ha il tempo.
AluK è sempre stata sensibile all’argomento e si è posizionata al suo fianco per dare questo supporto. Il pensiero è: -tu, serramentista, pensa al tuo lavoro, che a mantenerti aggiornato e darti gli strumenti giusti ci pensiamo noi!-.


3. Siamo sicuri che un’azienda come la Vostra avrà sicuramente riflettuto sul particolare momento che tutte le aziende stanno vivendo. Senza entrare troppo in dettagli strategici aziendali, sarebbe possibile conoscere quali dinamiche commerciali intendete adottare e quali le nuove proposte per il 2012?

E’ di questi mesi la notizia dell’ingresso in AluK di un socio di riferimento estero (francese) che ha portato nuova linfa vitale all’azienda, per cui sicuramente noi guardiamo all’estero come il mercato per i prossimi anni.
Più che nuovi investimenti abbiamo cercato e trovato partnership con aziende nei vari paesi emergenti. Siamo attualmente presenti in Cina, Emirati Arabi e Arabia Saudita, e ultimamente abbiamo trovato nuove collaborazioni in Turchia. Loro cercavano un prodotto europeo da poter proporre sui loro mercati, noi avevamo i prodotti giusti per loro.


4. Si dice che il settore del serramento in alluminio in Italia stia subendo una profonda evoluzione. Che nei prossimi anni spariranno molti piccoli costruttori/serramentisti e che la produzione di infissi diventerà prerogativa di grandi aziende organizzate ed in grado di produrre centinaia di infissi al giorno (un po’ come è successo per il legno e il PVC).
Questo potrebbe determinare un cambiamento produttivo? Quali le prospettive e le strategie?

Si prospetta una situazione per cui una buona parte dei piccoli serramentisti, per ragioni di economicità, saranno costretti a trasformarsi in installatori, quindi a comprare il “prodotto finito” da aziende più strutturare che produrranno a costi con cui sicuramente non riuscirebbero a competere. Anche noi, in questa fase, abbiamo studiato un prodotto specifico per essere completamente automatizzato. E’ una novità nel comparto dei serramenti in alluminio, perchè l’automatizzazione è una delle problematiche che più si pone in questo campo. Parlo di una serie che si presta ad essere prodotta in automatico e con altri partner stiamo cercando di proporre questo prodotto finito ai serramentisti ed agli installatori.


5. Dopo il secondo no al nucleare, tutti pensano che in Italia la strada del risparmio energetico, specie per quanto riguarda il patrimonio edilizio esistente, sia una carta ancora tutta da giocare.
Recenti studi hanno indicato che il 55% avrebbe creato ricchezza e di conseguenza si chiede la prosecuzione fino al 2015.
Qual è il Suo pensiero e quella della Sua azienda?

Siamo pienamente d’accordo. Occorre rinnovare queste possibilità. E’ già da qualche anno che cavalchiamo il discorso delle energie alternative per quel che è strettamente legato ai nostri prodotti. Infatti, tra l’altro, ci proponiamo con una serie specifica di supporto ai moduli fotovoltaici, limitandoci ovviamente solo alla parte di sottostruttura, comunque fondamentale per un’ottima installazione.


6. Voi che avete filiali distributive all’estero, potete descrivere come sono state recepite le normative e quali differenze avete percepito, per quanto riguarda l’adeguamento alle stesse?

In Italia c’è stata molta difficoltà da parte dei serramentisti a dover rispondere a questi adeguamenti per investimenti che hanno dovuto fare, per un cambiamento delle abitudini lavorative e per l’impegno burocratico sulla “carta” da compilare.
Le aziende estere, se parliamo dell’Europa, sono sicuramente più strutturate in questo senso, hanno dimensioni maggiori e sono quindi più agevolate nel gestire e rispondere a queste normative e per seguire la tracciabilità dei loro prodotti.
Per quanto riguarda i paesi extra-europei sono ancora liberi di costruire come vogliono e adeguare il prodotto solo nel caso debbano esportarlo in paesi della Comunità Europea.


7. Cambiamo argomento. Bologna e Milano. Stessa data di svolgimento. Guerra aperta per una fiera tematica ed importante come quella dell’edilizia e dell’architettura. A nostro avviso una lotta fratricida, in pratica, che contrappone tradizione a infrastrutture, organizzazione e investimenti. Uno smembramento che tutela solo interessi personali e territoriali a discapito dell’interesse comune…
Ci piacerebbe conoscere il Suo parere al riguardo…

Abbiamo sempre partecipato a tutti gli eventi fieristici di maggior rilievo, quando poi l’Associazione di categoria ha deciso di seguire Milano, ci siamo spostati qui. Quindi una scelta condivisa. C’è da dire che negli ultimi anni anche Bologna si era organizzata con le infrastrutture; l’accesso diretto dal casello autostradale era diventato molto comodo, forse anche più di Milano.
Questo è l’anno decisivo, ma fare in concomitanza i 2 eventi non è stata sicuramente una scelta vincente per nessuno. Probabilmente chi la spunterà rimarrà come unica fiera di riferimento.


8. Fiera = impegno = tempo = costi, che per questi tempi sono sempre troppi.
Qual è il senso della partecipazione oggi? Perché cioè si partecipa ad una fiera come questa…

Un’azienda come la nostra partecipa perché “non può non esserci”, anche per il livello internazionale dei visitatori. È una vetrina importante, anche se il cliente fidelizzato non viene a visitarci per conoscere i prodotti, ma è per lui appagante trovare il proprio fornitore con il quale poter scambiare quattro chiacchiere senza l’assillo del lavoro da mandare avanti. E’ un momento di incontro piacevole per entrambi. In passato qualche nostro competitor ha deciso di non partecipare, ma quest’anno si sono riproposti, quindi anche l’immagine paga.

 
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